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	<title>Respira Città</title>
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		<title>Acque ‘malsane’</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> L’inquinamento dei corsi d’acqua è un argomento spesso poco discusso poiché agli occhi della maggior parte delle persone sembra essere &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> L’inquinamento dei corsi d’acqua è un argomento spesso poco discusso poiché agli occhi della maggior parte delle persone sembra essere un <img class="alignleft size-full wp-image-234" title="fiume" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/11/fiume.jpg" alt="fiume" width="241" height="350" />fenomeno non presente, ci si accorge solo quando si inizia a verificare la moria dei pesci.</p>
<p>Purtroppo giunti a questo stadio è troppo tardi per cercare una soluzione per riparare i danni. Il fenomeno dell’inquinamento dei corsi d’acqua riguarda i fiumi e i mari di tutt’Italia, seppur con statistiche che rilevano dati differenti le acque limpide di un tempo in cui era possibile fare tranquillamente il bagno oppure lavare il bucato resteranno per sempre solo una fotografia sbiadita.</p>
<p>Il problema ha iniziato a intensificarsi con il progressivo aumento del numero di industrie, che spesso per ridurre i costi, scaricano le acque di rifiuti direttamente in mare. Queste acque devono essere sottoposte per legge a particolari trattamenti a seconda del tipo di azienda a cui fanno riferimento, ma ancora oggi, nonostante i controlli, l’inquinamento non ha conosciuto una linea d’arresto. Gli esami delle acque sono in grado di rilevare il tipo di sostanza che ha inquinato il corso d’acqua e quindi risalire in zona ai probabili responsabili. Anche gli scarichi dei centri abitati nella maggior parte dei casi non sono depurati oppure sono depurati solo parzialmente, ‘rifiuti’ che giungono direttamente nelle splendide acque cristalline dei nostri mari dove ogni estate siamo desiderosi di immergerci.</p>
<p>Gli interventi necessari per sanare lo stato di salute delle acque devono partire da un controllo mirato degli scarichi aziendali e dei centri urbani, rendendo effettivamente operanti tutti i depuratori, solo in questo modo si può cercare di mantener inalterata la situazione, e almeno si eviterebbe di aggravarla.</p>
<p>foto in licenza CC: <a title="Collegamento al album di Uscè" rel="dc:creator cc:attributionURL" href="http://www.flickr.com/photos/ecoppari/"><strong>Uscè</strong></a></p>
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		<title>Non solo polline: le allergie d&#8217;autunno</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 19:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Masi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Allergia canaglia, non solo in primavera. Tutta colpa di pollini, muffe e acari che non ci danno tregua neanche con &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Allergia canaglia, non solo in primavera. Tutta colpa di <strong>pollini, muffe e acari</strong> che non ci danno tregua neanche con l’arrivo del freddo. Difficoltà di respirazione, occhi rossi, gola irritata, starnuti e naso che cola sono i fastidiosi sintomi della rinite allergica che, secondo l’Organizzazione <img class="alignleft size-medium wp-image-226" title="polline" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/11/polline-300x199.jpg" alt="polline" width="240" height="159" />Mondiale della Sanità, colpisce circa il 25% della popolazione globale di qualsiasi età, per raggiungere un picco del 40% tra i bambini.</span></p>
<p><span>Per chi ne soffre, il periodo peggiore coincide con i mesi primaverili. Ma non solo:<strong> l’allergia stagionale</strong> colpisce anche in autunno: a settembre e ottobre, graminacee e parietarie liberano i loro pollini, ed assenzio e ambrosia crescono copiose nei prati del nord Italia. Mentre la <strong>rinite perenne</strong>, causata da allergeni presenti nell’aria tutto l’anno, può provocare particolari disturbi proprio in questo periodo: basta pensare alle spore della muffa che si diffondono maggiormente a causa delle piogge e dell’umidità, e agli acari della polvere che si fanno più fastidiosi in ambienti chiusi e climatizzati.</span></p>
<p><span><strong>Ma l’autunno è anche il periodo della prevenzione.</strong> Se ottobre risulta il mese ideale per effettuare il test cutaneo e scoprire con esattezza a cosa si è allergici, a novembre e dicembre è il momento di fare il vaccino per una graduale desensibilizzazione ai pollini. </span><span>“Si iniettano nel soggetto più dosi di allergene diluito a concentrazioni crescenti, in questo modo – spiega il dottor Alessandro Buonomo, del Servizio di allergologia del Policlinico Gemelli – l’organismo si abitua alla sua presenza e riduce la risposta immunitaria che scatena l’allergia”.</span><span> </span><span>Nel frattempo, l’ideale sarebbe evitare le sostanze che la provocano, ma non è sempre facile. L’ alternativa è “mitigare i sintomi con l’assunzione di farmaci da banco: decongestionanti, antistaminici e corticosteroidi nasali.” E per le allergie più gravi, quelle che perdurano per lunghi periodi e con effetti maggiori, qualsiasi momento dell’anno è buono per cominciare la terapia.</span></p>
<p><span>Claudia Saputo</span></p>
<p><span>foto in licenza CC: <a title="Collegamento al album di See-ming Lee 李思明 SML" rel="dc:creator cc:attributionURL" href="http://www.flickr.com/photos/seeminglee/"><strong>See-ming Lee 李思明 SML</strong></a></span></p>
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		<title>Asma: raddoppia in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Mallarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asma.ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[atleti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In Italia in questi ultimi cinque anni si è verificata una crescita notevole di casi di asma, con un aumento &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia in questi ultimi cinque anni si è verificata una crescita notevole di casi di asma, con un aumento percentuale che dal 5 ha visto aumentare la <img class="alignleft size-medium wp-image-221" title="okkioni" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/okkioni-300x225.jpg" alt="okkioni" width="300" height="225" />casistica al 10%, dunque dieci persone su 100, in Italia soffrirebbero di questo problema.</p>
<p>Al congresso tenutosi a Roma della Società di Medicina Interna, sono stati resi noti i risultati in cui l’asma è un disturbo sempre più frequente soprattutto fra i bambini, partendo da due studi su due gruppi di soggetti molto differenti tra loro, da una parte un gruppo di bambini e dall’altra la squadra olimpica nazionale.</p>
<p>Il gruppo di bambini è stato soggetto a controllo per cinque anni, questo studio denominato Isaac (International Study of Asthma and Allergies in Childhood): l’asma evidenziava un aumento dal 6 al 12% nel corso del periodo di monitoraggio.</p>
<p>Mentre gli atleti (per un totale di 1500) sono stati considerati in riferimento alle ultime due olimpiadi (Sidney 2004 e Pechino 2008), in tale arco di tempo l’asma ha visto un aumento dall’8 al 15%, con associazioni in diversi casi di altre forme allergiche.</p>
<p>L’asma è una problematica che nel caso degli atleti va considerata con particolare attenzione, ma se gestita e seguita correttamente non rappresenta un ostacolo alla carriera agonistica.</p>
<p>Quali sono le cause maggiormente ipotizzate nello sviluppo e nell’espansione di questa malattia? Ai primi posti delle ipotesi vi è l’inquinamento come fattore scatenante, ma non va considerato il solo, poiché secondo gli esperti si tratterebbe di più cause concatenanti, a determinati stili di vita, a una sempre minore presenza di malattie infettive che hanno spinto i nostri organismi a “abbassare la guardia” dal punto di vista della produzione degli anticorpi.</p>
<p>Probabilmente nel prossimo futuro l’attenzione sarà più concentrata verso la produzione di farmaci atti a riequilibrare il sistema immunitario.</p>
<p>Alessandra Mallarino</p>
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		<title>L&#8217;inquinamento è anche dentro le nostre case</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 19:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Mallarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ogni giorno mettendo il naso fuori casa siamo pronti a respirare volente o nolente, un concentrato di smog, polveri sottili &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno mettendo il naso fuori casa siamo pronti a respirare volente o nolente, un concentrato di smog, polveri sottili e altre sostanze altamente tossiche. Non vediamo l’ora di tornare a casa e rilassarci, ma attenzione, <img class="alignleft size-medium wp-image-213" title="casa" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/casa-300x199.jpg" alt="casa" width="300" height="199" />poiché anche tra le mura domestiche è possibile che si annidi un nemico, spesso subdolo e invisibile, si tratta di una forma di inquinamento che purtroppo non ci abbandona mai e con la quale noi conviviamo nostro malgrado e spesso a nostra totale insaputa.</p>
<p>L’EPA (Environmental Protection Agency) Agenzia americana sostiene che l’aria domestica non è esente dai pericoli dell’aria al di fuori delle finestre, anzi è temibile forse nella stessa misura!</p>
<p>Soffermandoci un attimo su ciò che ci circonda in casa in effetti, è facile fare una lista delle numerose sostanze che da “cose di uso quotidiano“ possono trasferirsi nell’aria domestica; basti pensare ai deodoranti (personali o per ambienti), ai detersivi, alle vernici e smalti, che ogni giorno rilasciano gas e sostanze volatili, per poi passare al riscaldamento o condizionamento, carenti magari di una buona manutenzione periodica.</p>
<p>L’aria domestica è facile comprendere come possa diventare insalubre e pericolosa a lungo andare, causando diversi fastidi o veri e propri problemi tra cui i più frequenti: mal di testa, spossatezza, astenia, allergie,asma, ecc.</p>
<p>Esistono dei semplici accorgimenti e comportamenti atti a migliorare l’aria domestica, allontanando i suddetti problemi o comunque prevenendoli.<br />
Prima di tutto non si deve trascorrere troppo tempo in un ambiente totalmente chiuso, la ventilazione è necessaria, sono sufficienti anche pochi minuti, soprattutto in inverno, quando i caloriferi sono accesi, l’aria diventa facilmente secca e asciutta e ciò può favorire la secchezza delle membrane respiratorie e innescare tosse o secchezza alla gola.</p>
<p>Gli spray ambientali sono soprattutto a base chimica, orientatevi su prodotti naturali, olii e candele naturali, certificate e non di dubbia provenienza.</p>
<p>Lo stesso consiglio si dovrebbe applicare per l’igiene della casa, che essendo quotidiana, se fatto con detergenti chimici, può rappresentare una fonte costante di sostanze allergeniche e tossiche. Preferire sostanze semplici e naturali, quali il bicarbonato, l’alcool, l’aceto, i succhi di agrumi primo fra tutti il limone (con proprietà antibatteriche naturali), affidandovi ai consigli “della nonna” o ai prodotti ecologici in commercio.</p>
<p>Per purificare l’ambiente esistono in commercio delle bellissime lampade in cristalli di sale dell’Himalaya, con grandezze e costi diversi, il principio è che queste lampade naturali sono in grado di liberare degli ioni negativi, con effetto simile a quello ottenuto in una giornata passata al mare, inoltre accostandosi ai principi cromo terapici il colore arancione tenue di queste lampade è rassicurante e positivo.</p>
<p>Le pareti andrebbero colorate con vernici ecosostenibili, fatte con materie prime selezionate, senza additivi, biodegradabili.</p>
<p>Non dimenticatevi poi dell’effetto naturalmente purificante di alcune piante; alcune hanno al capacità di assorbire sostanze inquinanti, ad esempio le dracene, i filodendri le azalee ecc.</p>
<p>In caso non ci sia il “pollice verde” potrete optare per l’ultimo ritrovato tecnologico una piccola serra “Bel-Air”, capace di risucchiare le particelle nocive e pulendo in questo modo l’aria.</p>
<p>Alessandra Mallarino</p>
<p>Foto in licenza CC: <a title="Collegamento al album di Design Conversation" rel="dc:creator cc:attributionURL" href="http://www.flickr.com/photos/designconversation/"><strong>Design Conversation</strong></a></p>
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		<title>Autunno: tempo di allergie in casa e fuori</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Mallarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Di Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La primavera è la stagione più temuta da coloro che soffrono di allergie, ma ciò non deve fare abbassare la &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La primavera è la stagione più temuta da coloro che soffrono di allergie, ma ciò non deve fare abbassare la guardia, poiché anche nel resto dell’anno ad esempio in questa stagione, di allergie, è ancora possibile parlarne e soprattutto soffrirne, specie se settembre e ottobre, come quest’anno continuano a regalarci giornate così soleggiate e calde.</p>
<p>Alcune graminacee ad esempio possono ancora farsi sentire, ma subentrano anche altri elementi disturbatori, come ad esempio le muffe o l’assenzio, quest’ultimo fiorisce fino alla fine di ottobre.<img class="alignleft size-medium wp-image-207" title="assenzio" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/assenzio-217x300.jpg" alt="assenzio" width="217" height="300" /></p>
<p>Specie al Nord, in campagna o nei parti cittadini, non smette di infastidire la famigerata parietaria, la quale come sappiamo, colpisce occhi e prime vie respiratorie.</p>
<p>Ambrosia e assenzio possono aggiungersi in autunno a “solleticare” i nasi più delicati. Le muffe che arrivano insieme alla pioggia, possono depositarsi sulle pareti, sulle finestre (la muffa più diffusa è in questo caso l’alternaria) all’interno delle case, senza dimenticare ad esempio quelle che si possono sviluppare nel cibo più comune e insospettabile: frutta e verdura (ad esempio possono “ospitare” l’aspergillus, che è anche presente né fieno e sui muri).</p>
<p>Un’altra muffa che in autunno può essere presente, e causare seri problemi è la “cladosporium herbarium” presente su erba e sulla buccia delle banane.</p>
<p>A tal fine è bene evitare, per coloro che sono allergici a queste sostanze, le passeggiate nei boschi o nei prati in autunno quando sul tappeto erboso si depositano le foglie secche.</p>
<p>Inoltre è sconsigliabile rastrellare foglie secche, o stanziare in una serra.</p>
<p>In casa:<br />
- verificare spesso, attraverso un’attenta pulizia che non vi siano depositi nei filtri degli umidificatori<br />
- tenere pulita e asciutta la cantina<br />
- non utilizzare la carta da pareti ma trattare le pareti con una vernice adeguata e specifica antimuffa<br />
- tenere sempre ben pulito il frigorifero, evitando di far deteriorare la verdura o la frutta.</p>
<p>Alessandra Mallarino</p>
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		<title>Artemisia</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 16:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Mallarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Schede informative]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’Artemisia è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee, (che a sua volta appartiene alla famiglia delle Composite), viene anche &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Artemisia è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee, (che a sua volta appartiene alla famiglia delle Composite), viene anche chiamata <img class="size-full wp-image-199 alignleft" title="artemisia" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/artemisia.jpg" alt="artemisia" width="226" height="273" />“assenzio maggiore”; si tratta di una pianta erbacea di tipo perenne, in inverno perde la parte aerea e in estate produce delle spighe composte di pallini color oro, la sua diffusione è a livello europeo, ma è presente anche in Asia.</p>
<p>La storia ci racconta che questa bevanda fu eliminata dal commercio, poiché provocava assuefazione, allucinazioni sia uditive sia visive, in chi ne faceva un uso smodato, in Francia era chiamata la “Fata Verde”, nei circoli letterari e artistici nei quali se ne faceva largo impiego.</p>
<p>Il nome Composite è legato al fatto che i fiori non si presentano da soli, ma come piccole infiorescenze a capolino, “composte”, ognuna, da numerosi piccoli fiori.<br />
L’artemisia cresce soprattutto nei prati, nei pressi di fiumi e lungo i sentieri, dunque è abbastanza diffusa.</p>
<p>Può raggiungere l’altezza anche di un metro, ha un fusto mediamente legnoso, i ramoscelli hanno foglie verdi grigiastre le quali emanano, se sfiorate un odore intenso, mentre il sapore è amaro.</p>
<p>L’artemisia è una pianta, che come spesso succede in natura ha “due facce” un’utile e una potenzialmente pericolosa, infatti, per certi versi se ne sfruttano le interessanti proprietà a livello erboristico, ma per molti di noi può rappresentare una sostanza allergizzante. Vediamo nello specifico gli aspetti positivi e quelli negativi.</p>
<p>È’ una pianta medicinale, il cui impiego più conosciuto è il distillato di assenzio, dal sapore fortemente amaro; va bevuto diluito e zuccherato, le proprietà sono digestive, toniche e antinfiammatorie.</p>
<p>Questa pianta può causare rinite allergica sia nel periodo estivo sia in quello autunnale, appartenendo alla grande famiglia delle Composite, ed essendo, infatti, molto presente e diffusa su tutto il territorio italiano.</p>
<p>Della stessa famiglia le più allergeniche sono: Artemisia vulgaris, Artemisia absinthium, in Germania, ad esempio il servizio di Previsioni Polliniche stima che, una concentrazione superiore a sei granuli/metro cubo d&#8217;aria, sia un potenziale rischio per chi è allergico a tale polline.</p>
<p>Chi è allergico all’artemisia può avere reazioni allergiche potenziali anche nei confronti di alcuni alimenti tra cui: sedano, carote,finocchio, zucca,banana, olio di girasole, miele e camomilla.</p>
<p>Alessandra Mallarino</p>
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		<title>Strani comportamenti allergici</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 04:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Le betullacee che rappresentano un problema per chi soffre di allergie sono il nocciolo e l’ontano. Il nocciolo fiorisce in &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-188" title="betulla" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/betulla.jpg" alt="betulla" width="185" height="250" /> Le betullacee che rappresentano un problema per chi soffre di allergie sono il nocciolo e l’ontano. Il nocciolo fiorisce in dicembre e se l’inverno è mite mentre l’ontano fiorisce tra febbraio e marzo. Anche la betulla appartiene alla stessa famiglia, ed è stata identificata come una pianta che genera molti disturbi allergici. Esiste una stretta correlazione tra l’allergia al nocciolo e l’allergia alla betulla, si tratta di una reazione incrociata, quindi a causa di questa particolarità il soggetto allergico al nocciolo, che inizia ad avvertire i primi disturbi all’inizi di ottobre è costretto a conviverci fino a primavera inoltrata.</p>
<p>La betulla è una pianta tipica dei paesi scandinavi, ma da circa 15 anni anche i nostri architetti paesaggisti hanno deciso di inserirla tra le piante ornamentali dei parchi, ed è proprio da circa dieci anni che gli allergologi hanno potuto rilevare un aumento dei soggetti allergici alla pollinosi da betulla.</p>
<p> I disturbi che causa l’allergia alla betulla e al noccioli sono asma e rinite, che possono variare per intensità da soggetto a soggetto. È bene ricordare che i soggetti allergici alla betulla quando mangiano le nocciole, ma anche pere, pesche, prugne ciliegie vanno incontro ad allergia orale con senso di soffocamento. Quindi possiamo dire di prestare attenzione a questi alimenti poiché si tratta di reazioni che venìdono incrociarsi insieme il nocciolo, la betulla e anche diversi alimenti.</p>
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		<title>Allergie: il parere del medico</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 04:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Pompili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acari]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[Dermatofagoidi]]></category>
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		<category><![CDATA[Sant’Andrea di Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando si parla di allergie, non tutti hanno le idee chiare. C&#8217;è chi crede di essere raffreddato, chi evita la &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di allergie, non tutti hanno le idee chiare. C&#8217;è chi crede di essere raffreddato, chi evita la campagna credendo che la città sia più salutare per un allergico, chi si affida alla tradizione orientale: ma cosa ne pensa la medicina ufficiale?<img class="size-medium wp-image-131 alignleft" title="allergie bambini" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/allergie-bambini-225x300.jpg" alt="allergie bambini" width="225" height="300" /><br />
Abbiamo posto qualche domanda al Prof. <strong>Guglielmo Bruno</strong>, responsabile dell&#8217;unità operativa di Allergie Respiratorie dell’azienda ospedaliera <strong>Sant’Andrea di Roma</strong> e docente presso l&#8217;università <strong>La Sapienza</strong>.</p>
<p><em>Gentile Professore, che cosa sono e perchè vengono le allergie stagionali?</em><br />
<strong>Possono essere definite come la risultante di una predisposizione genetica e di fattori ambientali. Sono patologie da ipersensibilità, dovute ad una abnorme risposta del sistema immunitario geneticamente predisposto, scatenate da diverse sostanze e tra queste anche alcuni pollini che hanno la classica diffusione stagionale.</strong></p>
<p><em>Quali sono gli allergeni più diffusi?<br />
</em><strong>Quelli pollinici, rilasciati dalle diverse specie vegetali (piante, alberi, ecc.). Poi, gli acari del genere Dermatofagoidi (più noti come: polvere domestica),  quelli derivanti dai diversi animali domestici e non, il veleno di imenotteri (ape, vespa, ecc), i miceti, alcuni alimenti, farmaci.</strong></p>
<p><em>Come facciamo a distinguere un semplice raffreddore da un attacco di allergia?<br />
</em><strong>Dalle modalità di esordio, dalle caratteristiche cliniche, dalla durata, dalla positività di indagini diagnostiche nonchè dalla risposta alle terapie specifiche.</strong></p>
<p><em>Come  combatte i sintomi delle allergie la medicina tradizionale?<br />
</em><strong>Con una serie di misure atte a prevenirne la comparsa e basate sull&#8217;allontanamento ovvero la riduzione della esposizione alle fonti allergeniche. Quando ciò non sia possibile, si deve ricorrere a misure terapeutiche sia di tipo farmacologico che iposensibilizzante specifica (se attuabile), più nota come vaccino, isolatamente o in associazione tra loro. E&#8217; possibile utilizzare farmaci sintomatici soprattutto nelle fasi acute e quando non sia possibile il ricorso ad altri presidi terapeutici. Poichè la malattia allergica è geneticamente predeterminata, si possono raggiungere risultati eccellenti con le terapie attuali, come la scomparsa totale delle manifestazioni cliniche, ma non si può modificare il background genetico.</strong></p>
<p><em>Esiste un medicinale in grado di far guarire completamente il paziente in modo da non ripetere le stesse cure al ripresentarsi della stagione?<br />
</em><strong>La panacea resta ancora un&#8217;utopia. Nè è possibile modificare il background genetico. Se la manifestazione clinica è da ricondursi ad uno specifico meccanismo, come già ricordato sopra, è possibile ricorrere ad un trattamento specifico, i cui studi al riguardo hanno dimostrano ottimi risultati in una grande percentuale di soggetti.<br />
</strong></p>
<p><em>L&#8217;eccesso di igiene può facilitare l&#8217;insorgere di allergie?<br />
</em><strong>Vi sono tutta una serie di teorie al riguardo, alcune supportate anche da ricerche specifiche. Sicuramente la mancanza di igiene non previene le allergie ma può essere responsabile di patologie ben più severe delle malattie allergiche.</strong></p>
<p><em>E&#8217; vero che lo smog facilita l&#8217;insorgere delle allergie?<br />
</em><strong>Lo smog è deleterio per tutti. Nel soggetto, costituzionalmente predisposto, può rappresentare un ulteriore fattore aspecifico scatenante o aggravante in misura diversa in relazione alla patologia allergica. Gli inquinamenti da smog sono all&#8217;ordine del giorno, così come le misure preventive attuabili e che devono essere maggiormente osservate dai soggetti con allergie respiratorie.<br />
</strong></p>
<p><em>Quali sono i fattori di rischio per il bambino di sviluppare allergie in età adulta?<br />
</em><strong>Principalmente la familiarità per malattie allergiche. Si rende pertanto necessario attuare precocemente le strategie preventive più opportune soprattutto in presenza di sintomi o manifestazioni anche lievi, talora non adeguatamente considerate.</strong></p>
<p><em>Secondo i dettami della medicina orientale, il corpo possiede capacità di autoguarigione che il medico curante deve solo risvegliare. Cosa pensa della possibilità di curarsi dalle allergie tramite l&#8217;agopuntura?<br />
</em><strong>Al momento solo un semplice ma significativo &#8220;no comment!&#8221;</strong></p>
<p>Giulia Pompili</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Degrado delle città e ruolo attivo dei cittadini</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 17:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando parliamo di ambiente spesso dimentichiamo che si tratta dello spazio comune a tutti, di luoghi cioè destinati all’ uso &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parliamo di ambiente spesso dimentichiamo che si tratta dello spazio comune a tutti, di luoghi cioè destinati all’ uso pubblico. E quando notiamo il livello di degrado di questi spazi, lamentandoci di quanto sia antiestetico, poco salutare e affatto rispettoso, a volte anche dannoso per il prossimo questo degrado, dimentichiamo che questo è solo un prodotto di alcuni cittadini,  scaturito dalla loro mancanza di educazione e di senso civico.</p>
<p>L’educazione civica è un argomento importante che deve essere insegnato ai bambini sin da piccoli a partire dalla famiglia, che deve assumersi la responsabilità di crescere i propri ragazzi nel rispetto del prossimo e dei luoghi comuni a tutti. E’ faticoso, ma si tratta di insegnare ai giovani, soprattutto con l’esempio, semplici regole che valgono nelle proprie case e quindi devono valere anche fuori.</p>
<p>Spesso prevale il pensiero: “Tanto non è mio”. Ed è proprio questo l’errore più importante. L’ambiente esterno alle nostre proprietà è il luogo dove noi trascorriamo molto tempo, è un luogo calpestato, guardato, odorato, toccato, respirato da migliaia di persone al giorno, oltre che da noi e dai nostri familiari. Diventa quindi un obbligo rispettarne l’integrità, la pulizia e il decoro.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-179 alignleft" title="cane" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/cane-300x208.jpg" alt="cane" width="270" height="187" />A poco servono le regole, specie a Roma. Esiste un’ordinanza del Sindaco che vieta ai padroni dei cani di lasciare gli escrementi dei cuccioli sulla strada o sui marciapiedi. Eppure è necessario fare sempre degli slalom speciali per evitarli e guai a permettersi distrazioni, sarebbero fatali! Non è antiestetico, maleodorante, fastidioso, irrispettoso? Eppure sono pochi i padroni di cani che sentono il bisogno di raccogliere gli escrementi, nonostante l’obbligo comunale. Esistono i cassonetti dell’immondizia e sono veramente ovunque: differenziati, come indicato dalle normative. Ma quanti praticano veramente la differenziata? Pochi, soprattutto i romani che sono notoriamente allergici a questa pratica: a poco servono incentivi, multe e campagne informative.</p>
<p>Eppure negli altri paesi, ad esempio in Germania a Monaco di Baviera, i cittadini non solo sono sensibili al problema, ma anche molto attivi sul fronte di una minore produzione dei rifiuti e del riciclo. In base ai documenti forniti dall&#8217;Ufficio per la Gestione dei Rifiuti della città di Monaco, infatti, nella capitale bavarese, in solo otto anni, la produzione di rifiuti si è ridotta del 60 %, grazie al riciclaggio e al riutilizzo che, in questo stesso periodo è passato da 150.000 tonnellate l&#8217;anno a 350.000 tonnellate. Una riduzione a monte dell&#8217; ipervolume di rifiuti, in grado di tagliare fuori dal ciclo l&#8217;inceneritore di Monaco Sud che, già il 31 Dicembre 1997, è stato chiuso definitivamente.</p>
<p><img class="size-full wp-image-181 alignleft" title="RaccoltaDifferNettuno1" src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/RaccoltaDifferNettuno1.jpg" alt="RaccoltaDifferNettuno1" width="210" height="153" />L’inceneritore superstite visto il poco lavoro, riceve 70.000 tonnellate di rifiuti dalle zone limitrofe. E’ un gran bell’esempio di civiltà. Se guardiamo le cifre dell’Istat in Italia  nel 2008 la differenziata non raggiunge il 40% al nord, il 25,5% al Centro e il 14,5 % nel Mezzogiorno. Complessivamente nel 2008 sono solo 27 i Comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 45% di raccolta differenziata, secondo quanto disposto dalla Direttiva Europea e finché a prevalere saranno solo interessi politici ed economici e non il buon governo dei Comuni unito al senso civico e il buon senso dei cittadini, la strada da percorrere sarà ancora lunga.</p>
<p>Qualche  oasi c’è,  comuni attivi sul fronte ecologico che cercano e trovano soluzioni per raggiungere gli obiettivi europei: Savona, Ragusa, Salerno, Pordenone, Biella, Avellino e tanti piccoli comuni, tra i quali Nettuno, in provincia di Roma, dove una sana e impegnata politica ambientale ha prodotto risultati importanti: l’Assessore all’Ambiente Flavio Biondi, si impegna con la sua amministrazione a raggiungere gli obiettivi della raccolta differenziata posti dalla Direttiva Europea, la quale prevede che nel 2012 sia raggiunta la quota del 65%. A parte i grandi temi comunque, per rendersi conto della situazione  generale basta solo guardarsi intorno: muri sfregiati, scritti e dipinti, carte, bottiglie e residui di ogni tipo per terra, cassonetti divelti, mobili ed elettrodomestici abbandonati agli angoli della strada. E’ tutta opera di cittadini maleducati ai quali né la famiglia da piccoli, né la scuola da ragazzi, né la necessità di una migliore qualità della vita o il buon senso da adulti hanno insegnato le regole dell&#8217;educazione.</p>
<p>Guardatevi intorno e mandateci i vostri scatti estemporanei, li pubblicheremo a testimonianza che il degrado c’è, ma c’è anche chi si impegna a combatterlo.</p>
<p>Stefania Taruffi</p>
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		<title>L&#8217;erba muraiola</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 16:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Mallarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Schede informative]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Parietaria è una pianta molto diffusa in modo ubiquitario, dalla campagna alla città, cresce spontaneamente sui muri (da “paries” &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Parietaria è una pianta molto diffusa in modo ubiquitario, dalla campagna alla città, cresce spontaneamente sui muri (da “paries” in latino significa parete) e più in generale, nei luoghi rupestri, preferibilmente su terreni ricchi di azoto (spesso in zone non coltivate e in stato di abbandono).</p>
<p>Appartiene alla famiglia delle Urticacee, comunemente e non botanicamente è anche denominata “erba muraiola”, si trova quasi su tutto il territorio italiano con maggiore frequenza ad altitudine inferiore ai 1000 metri.</p>
<p>A maggio e giugno raggiunge l’apice della fioritura, anche se è possibile vederla fiorita in quasi tutti i momenti dell’anno, dal punto di vista allergologico le specie che possono provocare maggiori problemi sono:parietaria officinalis e parietaria Judaica.<img class="alignleft size-medium wp-image-175" title="parietaria Judaica." src="http://respiracitta.periodicoitaliano.info/wp-content/uploads/2009/10/parietaria-Judaica.-300x293.jpg" alt="parietaria Judaica." width="240" height="234" /></p>
<p>I sintomi a seguito del contatto aereo (attraverso il polline) con questa pianta sono quelli tipici e simili anche ad altre piante allergizzanti, ovvero: prurito e ostruzione al naso, prurito e fastidio agli occhi, starnuti, maggiore sensibilità alla luce solare (fotofobia), fino alla comparsa della ben più grave asma bronchiale che si può trascinare sintomaticamente per lunghi periodi.</p>
<p>Per ciò che riguarda le caratteristiche morfologiche della pianta, essa può raggiungere anche i 70 cm di altezza, ha il tipico fusto eretto peloso e cilindrico, le foglie si presentano ovali e appiccicose, i fiori sono molto piccoli di colore verde e inodori.</p>
<p>È utile sapere che ad esempio all’interno delle città, è più probabile trovare questa pianta nel centro storico, proprio per la ragione di cui sopra si parlava, cioè in luoghi preferiti per “un’ottima e facile” crescita.</p>
<p>A Roma era stato attuato, qualche anno fa, un interessante progetto a difesa e sostegno di tutti quelli che avevano evidenti problemi di allergia ai pollini e al contempo erano interessati a d approfondire le loro conoscenze archeologiche, con l’iniziativa “Respira l’Archeologia”, originale idea “made in Italy” prima in Europa, per promuovere un connubio tra salute e cultura. Iniziativa promossa dall’associazione “Allergie in città Onlus”.</p>
<p>Con questo progetto è stato creato un percorso nella parte storica/archeologica di Roma, a prova…di starnuto!</p>
<p>Sarebbe molto bello e auspicabile che progetti come quello sopra descritto fossero ripresi da altri comuni, e grazie a un corretto monitoraggio, potessero rappresentare una maggiore sensibilità nei confronti di una problematica che sempre più purtroppo si va a diffondere nelle nostre città.</p>
<p>Alessandra Mallarino</p>
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